Dalmazia

Da Vinopedia.

è la regione più meridionale della Croazia che si estende dal Hrvatsko primorje e Lika fino alla frontiera con la Bosnia e Erzegovina e Monte Negro e comprende tutte le isole adriatiche ad esclusione di quelle quarnerine e l'isola di Pago, annoverata tra le isole della Dalmazia settentrionale. A causa delle differenze nel clima, suolo, varietà coltivate ed altre caratteristiche, la Dalmazia (che fa parte integrante della regione vitivinicola Primorska Hrvatska) è divisa in tre subregioni vitivinicole: Dalmazia settentrionale, Dalmatinska zagora e Dalmazia centrale e meridionale. Ognuna delle subregioni è a sua volta suddivisa in zone vitivinicole. La subregione Dalmatinska zagora è ripartita in 3 zone vitivinicole, (Sinj-Vrlika, Imotski e Vrgorac), la subregione Dalmazia settentrionale in 8 zone vitivinicole (Zadar-Biograd, Benkovac-Stankovci, Pirovac-Skradin, Knin, Promina, Drniš, Šibenik e Primošten), e la subregione Dalmazia centrale e meridionale in 12 zone vitivinicole (Kaštela-Trogir, Split-Omiš-Makarska, Neretva, Konavle, Mljet, Pelješac, Korčula, Lastovo, Vis, Hvar, Brač e Šolta).
I più antichi documenti scritti sulla popolazione illirico-celtica, che i Greci e Romani chiamavano Dalmati (o Delmati) e da cui deriva il nome della regione, risale al 189 a.C. Il territorio della Dalmazia, in alcuni periodi, si estendeva dal fiume Raša in Istria e il monte Snježnik a Gorski kotar, fino ai fiumi Sava e Kolubara, Ibar e il monte Šar planina, quindi un territorio decisamente più grande dell'attuale. Dell'antico radicamento della viticoltura sulla costa adriatica e in particolare sulle isole, testimoniano innumerevoli reperti storici quali caraffe, coppe, tazze, crateri, anfore, monete, bassorilievi etc., ma anche gli scritti di Strabone, Scilace, Agatarchide, Ateneo ed altri, custoditi nei musei regionali dalmati. I nostri illustri archeologi e storici, M. Zaninović e Ivica Degmedžić, affermano che non sono stati i colonizzatori Greci ad insegnare l'arte della vinificazione agli Illiri, poichè essa faceva già parte della loro cultura, come testimonia la loro capacità di fabbricare botti di legno.
I Croati, che arrivano fino all'Adriatico all'inizio del VII secolo, hanno appreso dalla popolazione romanizzata la coltura della vite e dell'ulivo che li ha legati al territorio. La viticoltura e la vinificazione in Dalmazia ha conosciuto fortune alterne. Dopo la comparsa delle malattie della vite e parassiti e il declino della viticoltura in Francia ed Italia (dal 1852 al 1880), la richiesta dei vini dalmati era notevolmente aumentata. Pertanto il periodo dalla metà del settecento fino all'inizio della prima decade del novecento viene nominato il periodo della "grande fioritura" della viticoltura e dell’industria della vinificazione dalmata – in quel periodo in Dalmazia vi erano circa 68.000 ettari di vigneto che produceva annualmente più di 600.000 hl di vino, di cui se ne esportava più di due terzi. Quando le malattie e la fillossera hanno raggiunto il vigneto dalmata e le viticolture di Francia e Italia si sono rinnovate grazie ai portainnesti americani e alla protezione delle malattie con la poltiglia bordolese e preparazioni a base di zolfo o altri anticrittogamici e quando occorreva adottare le medesime misure anche in Dalmazia, nella Monarchia austro-ungarica è entrata in vigore la “clausola vinicola” che proteggeva i vini della concorrenza causando la perdita di tradizionali mercati per i vini dalmati: Vienna, Praga, Graz etc. La creazione delle cooperative vitivinicole (la prima cooperativa vinicola in Dalmazia è stata fondata nel 1903 a Bol, sull'isola di Brač) ha solo parzialmente contribuito al mantenimento della viticoltura. Molti uomini e spesso intere famiglie emigravano oltre oceano e la viticoltura dalmata ha subito un rapido declino a cui hanno contribuito anche le guerre e la sciagurata politica economica dell'epoca. Per questi motivi alla fine del novecento il vigneto e la produzione vinicola ammontano ad un quarto rispetto alla quantità del periodo più prospero.
La messa a dimora di nuovi grandi vigneti in tutte le tre zone vitivinicole dalmate e la creazione di cantine industriali (nominate così per il fatto che il lavoro dell'uomo è stato sostituito dalle macchine e per la produzione continuativa di grandi quantità di vino di qualità standardizzata sotto l’attento controllo di personale qualificato) ha solo parzialmente arrestato il progressivo declino di questa tradizionale attività economica. Nella subregione della Dalmazia settentrionale i moderni impianti viticoli sono stati messi a dimora dalle aziende PK Zadar e Maraska a Zara, da Badel a Benkovac, dalla Dalmacijavino a Drniš e dalla Vinoplod a Sebenico. Nella subregione Dalmatinska zagora i vigneti maggiori sono stati impiantati dall'azienda PK Vino-duhan-voće di Imotski, e nella subregione della Dalmazia centrale e meridionale dalle aziende PIK Neretva, Dubrovački podrumi i vinogradi, PP Vinogradar dell'isola di Vis, Dalmacijavino e altre. In tutte le subregioni citate sono stati messi a dimora vigneti più piccoli anche da parte delle cooperative agricole come ad esempio PZ “Jedinstvo” di Smokvica-Čara, a cui gli agricoltori conferivano il raccolto che successivamente veniva venduto alla grande industria pubblica. Durante la Guerra patriottica 1991-1995 (da una parte per le devastazioni belliche e mancanza di forza lavoro, e dall'altra parte per l'occupazione di alcuni territori e il blocco della circolazione) il declino si è nuovamente ripetuto, così che nel 2003 si registravano in tutta la Dalmazia solo 4.750 ettari di vigneto così suddivisi: la quantità minore nelle Contee di Zara (571 ha) e Sebenico (603 ha), mentre quasi il triplo nella Contea spalatino - dalmata (1618 ha) ed ancora di più nella Contea di Dubrovnik (1958 ha). Gli ultimi dati riportati si riferiscono ai vigneti la cui raccolta viene destinata alla vinificazione per il mercato, mentre le uve raccolte in altri vigneti (dato riportato nell'annuario statistico) vengono vinificate ad uso domestico.
In Dalmazia, il sistema tradizionale mediterraneo d'allevamento della vite e la produzione vinicola ha iniziato a modificarsi quando sono state fondate le "cantine industriali" ( le prime sono state create proprio a Benkovac, Imotski e Stari Grad sull'isola di Hvar e ad Umago in Istria nel 1948) con i finanziamenti del Fondo per il vino ottenuti grazie a Vanja Žanko e collaboratori, tra cui anche Zvonimir Dusper, e l’impianto di nuovi grandi vigneti. Un ulteriore passo avanti è stato fatto dopo l'indipendenza della Croazia, quando le botti di cemento sono state sostituite con quelle inox e quando sono stati introdotti moderni metodi di vinificazione (torchio pneumatico, fermentazione controllata, microfiltrazione etc.).
Le condizioni climatiche in Dalmazia sono molto variabili; ad esempio la minima temperatura mensile (a gennaio) nella subregione Dalmatinska zagora (Vrgorac) è mediamente inferiore di 5°C a quella misurata nella subregione Dalmazia centrale e meridionale (dove è pari a 9,2°C a Blato). Le temperature minime medie mensili (sempre registrate a gennaio) si registrano all'interno di questo intervallo (Knin 4,6°C, Imotski 4,7°C, Zadar 6,9°C, Šibenik 7,0°C, Konavle 7,5°C). L'intervallo tra le massime temperature medie mensili (registrate in tutte le tre subregioni a luglio) è compreso tra 23,0°C (a Knin) e 26,8°C (a Vrgorac). La temperatura media annua nella subregione Dalmazia settentrionale è pari a 13,4°C (Knin) e 14,8°C (Zara e Sebenico), a Dalmatinska zagora 13,8°C (Imotski) e 15,0°C (Vrgorac), e nella subregione Dalmazia centrale e meridionale varia tra 15,7°C (Konavle) e16,4°C (Korčula).
La media annua di precipitazioni è nell'intervallo tra 1351 mm, misurati a Dubrovnik, e 885 mm a Zara. Negli altri territori le quantità misurate variano nel suddetto range: 1310 mm a Imotski, 1260,5 mm a Vrgorac, 1133 mm a Blato sull'isola di Korčula, 1029 mm a Knin. E' caratteristico per tutto il territorio che le precipitazioni si concentrino in autunno ed inverno (Blato 70,8%, Dubrovnik 70,6%, Sebenico 60,83% Knin 60,84% Imotski 68,54% Zara 65,88%), mentre sono inferiori (da 39,17% a 29,2%) durante la primavera ed estate.
I terreni compiantati di vigne in Dalmazia sono composti di rocce sedimentarie calcaree (CaCO3) e dolomitiche (Ca Mg CO3), terre rosse (già in parte degradate) e terre alluvionali o elluvionali, sulle quali durante un lungo periodo si sono formati terreni flisch (dove marna, argilla e ghiaia si combinano in diverse proporzioni) o scisti; sono molto meno presenti terreni argillosi con prevalenza di alluminosilicati e terreni composti da argilla e sabbia quasi nella stessa proporzione.
Dal punto di vista geomorfologico tutta l’area dove si coltiva la vite è collinare e montuosa (con piccoli appezzamenti di terreno in fondovalle) e una fertile area pianeggiante con prevalenza di terreni flisch. Il substrato eterogeneo e la mancanza di alcuni principi attivi fisiologici, un humus generalmente povero di sostanze, terreni poco profondi e spesso esposti all'erosione, bassa umidità nel periodo di vegetazione e danni da salsedine, sono tutti fattori che costringono il viticoltore dalmata a scegliere bene il terreno, la varietà di vite, il sistema d'allevamento ed altri parametri che gli garantiranno la sopravvivenza sul mercato. Lo stato deve riconoscere le difficili condizioni della viticoltura ed aiutarla con diverse misure, altrimenti metterà in difficoltà il mantenimento e lo sviluppo della viticoltura, specialmente sulle isole.
Secondo le affermazioni del noto ampelografo Marcel Jelaska e le descrizioni di Stjepan Bulić nella pubblicazione "Ampelografia dalmata", delle circa 400 cultivar che si coltivavano in Croazia, più della metà si trovava proprio in Dalmazia. La maggior parte delle varietà autoctone croate ha origine nella regione della Croazia litoranea a testimonianza della sua vocazione vitivinicola. Secondo le ultime ricerche svolte da Maletić, Pejić e Karoglan-Kontić, l'attuale assortimento di vitigni in Dalmazia è pari ad un terzo di quello esistente neanche cento anni prima e dall’elenco mancano principalmente le varietà dalmate autoctone.
Dalmazia centrale e meridionale
Nella subregione Dalmazia centrale e meridionale sono presenti il maggior numero di varietà; le varietà a bacca bianca maraština, debit, zlatarica, vugava, malvasia dubrovačka, grk, pošip, cetinjka bianca, bratkovina, trebbiano ,trebbiano toscano, trbljan, bogdanuša, prč, drnekuša nera, kurtelaška bianca, e quelle a bacca nera plavac piccolo nero (la più conosciuta di questa subregione) e okatac, babić, ninčuša, merlot nero, cabernet sauvignon, cabernet franc, plavina, dobričić, crljenak kaštelanski (o pribidrag) e moscato nero.
La subregione vitivinicola dalmata, che presenta la maggior estensione, annovera due primati, quello della coltivazione del maggior numero di varietà autoctone ed introdotte e quello del maggior numero di produttori di vini a denominazione d'origine controllata.
Dalmazia settentrionale
Sull'elenco delle varietà di vite raccomandate nella subregione della Dalmazia settentrionale (secondo il Regolamento sull'Elenco nazionale delle varietà di vite in Croazia sono presenti le varietà a bacca bianca: maraština, debit, pošip, trebbiano toscano, rkaciteli, trbljan, chardonnay, e quelle a bacca nera: plavina, lasina, merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, syrah, babić, carignan, grenaš (grenache) nero, zadarska nera, vranac e svrdlovina nera.
Il numero di produttori di vino registrati in questa subregione è molto inferiore in relazione alla subregione precedentemente descritta e leggermente superiore alla subregione Dalmatinska zagora.
Dalmatinska zagora
Nella subregione Dalmatinska zagora (in conformità al Regolamento sull'Elenco nazionale delle varietà di vite in Croazia), le varietà a bacca bianca raccomandate sono: maraština, debit, pinot grigio, pinot bianco, chardonnay e medna, e quelle a bacca nera: ruderuša, trnjak, merlot, cabernet sauvignon, syrah e plavac piccolo nero.
Vedi: LSV in Croazia (Legge sul vino nella Repubblica di Croazia ), Regolamento sulla produzione di vino in Croazia

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