Istria

Da Vinopedia.

dal punto di vista delle condizioni agroclimatiche l’Istria è una delle migliori aree vitivinicole di tutta l’Europa centrale, come ne testimonia anche la continuità della coltivazione della vite a partire dall’antichità e la scoperta di reperti di vite fossile. L’Istria è la maggiore delle penisole della costa orientale dell’Adriatico, e deve il suo nome alla tribù preromana degli Histri. Si estende su una superficie pari a circa 3.160 km2, di cui circa il 90%, ovvero 2.813 km2, appartiene alla Croazia. La popolazione è pari a circa 250.000 abitanti, di cui nella parte croata, solamente nella Contea istriana, circa 205.000. Secondo i dati reperibili, la superficie del vigneto in Istria varia in relazione al mercato ed alle condizioni del momento. Così ad esempio, dal 1864 (quando ammontava a 14.443 ha) al 1886 (quando c’era grande richiesta sul mercato dei vini e l’Istria non era ancora attaccata dalla filossera, il vigneto si estendeva su 47.063 ha) la superficie aumentava mediamente di circa 1.500 ha/annui. La comparsa delle malattie della vite (oidio e peronospora) e filossera (primo attacco registrato nel 1880, dopo di che, nel 1875 a Poreč è stata fondata la Pokrajinska vinogradarsko-voćarska stanica – Stazione regionale per la viticoltura e frutticoltura e, nel 1883, la nostra più antica scuola per la vitivinicoltura) e in particolare la cosiddetta “clausola vinicola” (1894-1904), hanno influenzato negativamente la viticoltura istriana. Nella speranza di mantenere la produzione di vino e uva si istituirono associazioni economiche, cooperative vitivinicole, istituti di credito (il primo nel 1880, molti nel periodo 1890-1906) e fondi prestiti. Organizzando conferenze e dibattiti istruttivi si cercò di arrestare il declino della più importante attività economica dell’Istria, tentando di dimostrare al governo i danni derivanti dall’irragionevole concorrenza sul mercato creatasi con la sconsiderata importazione di vini esteri. Nell’ambito di tali attività si è svolta anche la prima fiera vinicola “Prvi istarski javni pokus vina”, a Pazin, dal 27 al 28 novembre 1901, dove sono stati presentati 1.500 vini provenienti da tutta l’Istria. Un’importante funzione istruttiva nel rinnovare la viticoltura appartiene anche alle pubblicazioni (Naša sloga, Pučki prijatelj con supplemento mensile Razumni gospodar, L’Istria Agricola) ed alla buona organizzazione dei corsi serali dove si insegnavano le nuove tecniche per la viticoltura.
Dal 1904 al 1915 la viticoltura delle zone vitivinicole dell’Istria occidentale è stata rinnovata, e la produzione media di vino che ammontava a circa 500.000 hl, nell’annata del 1908 era aumentata a oltre 750.000 hl. Dopo un breve periodo colmo di speranze per un futuro migliore, iniziava la I guerra mondiale (1914-1918); successivamente all’appartenenza dell’Istria all’Italia (1918-1943) e la battaglia del grano, i viticoltori istriani si sono trovati nuovamente in gravi difficoltà. Durante la II guerra mondiale (per l’Istria dal 1938 al 1945) la produzione di uva e vino è stata dimezzata (secondo D. Libutti nel 1939 ammontava a circa 300.000 hl, nel 1943 circa 230.000 hl, e nel 1945 solamente 150.000 hl).
Dopo la seconda guerra mondiale dal 1945 al 1990, la superficie del vigneto aumenta fino al 1955, (grazie al fatto che in questo periodo sono stati messi a dimora grandi vigneti di proprietà di aziende pubbliche: PK Umag, PK Pazin, “Agrolaguna”- Poreč, “Agroprodukt”- Pula, “Jadran”- Rovinj e “Agroprodukt”- Buzet, nei territori di Buje, Poreč, Rovinj, Pazin, Buzet, Pola, Labin. Si costruivano cantine industriali a Umag, Pazin, Vodnjan e Poreč, mentre il settore privato languiva a causa del basso prezzo d’acquisto dell’uva ed un’errata politica economica. Secondo l’Istituto di statistica di Rijeka, nel 1955 la superficie del vigneto in Istria si estendeva su 16.998 ha, la produzione dell’uva ammontava a 572.100 dt, e la produzione di vino a 354.600 hl, mentre nel 1969 la superficie del vigneto era pari a 14.780 ha, da cui si ricavavano 441.100 dt d’uva ottenendo 288.500 hl di vino. Secondo i dati reperiti nel rapporto statistico annuale, nel 2003 il vigneto si estendeva su 6.750 ha, ma solamente la metà di esso era sfruttato. Gli esperti dell’Istituto per l’agricoltura e turismo di Poreč sostennero, nel corso della Sabatina tenutasi a Bol nel 2003, che la superficie del vigneto in produzione variasse tra i 3000 e 4000 ha. Secondo l’albo nel quale si registrano i vigneti che producono uva da cui si vinifica il vino immesso sul mercato, sono stati registrati circa 2.350 ha di proprietà di 2.281 produttori, per cui si evince che un’azienda agricola in Istria mediamente possedeva solamente 1 ettaro.
In Istria, la viticoltura è, come anche nel passato, più sviluppata sugli altipiani calcarei, sulle terre rosse che danno il nome a questo territorio, la Istria rossa.
Mentre nella fascia collinare su flisch ovvero nell’Istria grigia, la viticoltura è leggermente meno presente, nelle zone montuose del nordest chiamate l’Istria bianca è quasi insignificante, dal punto di vista del suo valore economico. Nel Regolamento sulle zone vitivinicole nella Repubblica di Croazia (emanato sulla base della Legge sul vino GU num. 96/03, GU 2781/04), l’Istria è classificata come una delle cinque subregioni della regione vitivinicola Primorska Hrvatska ed è divisa in tre zone vitivinicole (Istria occidentale, Istria centrale e Istria orientale).
Il clima submediterraneo, con temperature medie invernali tra i 2°C e 9°C e temperature medie estive tra i 24°C e 26°C (che nell’Istria centrale sono da 2- 4°C inferiori), e con temperature medie annue che oscillano tra i 12 e 14°C e temperature medie durante la vegetazione dai 17 a 20°C, è molto favorevole alla vite. Si possono verificare fenomeni di grandine che in alcuni anni sono maggiormente presenti (ad esempio, nel 1904 si registravano 57 grandinate), mentre in altri mancano completamente; per questo motivo sono state introdotte moderne tecnologie antigrandine.
Il totale numero di ore di sole è pari a all’incirca a 2400, e la somma di temperature attive, ai fini della divisione delle zone secondo Winkler, oscilla tra 1.900 e 2.150°C (III e IV zona). Il massimo delle precipitazioni si riscontra nel periodo autunno-inverno, in Istria come in tutta la regione della Primorska Hrvatska; circa il 45% del totale, compreso tra 850 e 1050 mm, (eccezionalmente sui monti della Ćićarija, con la cima più alta Učka a 1.396 m s.l.m., raggiunge i 3850 mm) cade durante la vegetazione della vite (dal 1 aprile fino alla fine di ottobre); pertanto la siccità, a causa della permeabilità del suolo, può essere abbastanza evidente in alcune area e in alcuni anni.
A causa della rapida mineralizzazione delle sostanze organiche, il contenuto di humus nel suolo raggiunge appena circa il 2%, e molte volte risulta anche inferiore, per cui si consiglia spargimento di stallatico. La mancanza di fosforo e sodio viene sopperita con fertilizzante inorganico. Il contenuto di calcare fisiologicamente attivo è molto alto in alcune aree, ed in altre completamente non sufficiente, pertanto i viticoltori devono scegliere bene portainnesto. La lavorazione del terreno impiantato a vigneto in Istria, durante il tempo ne ha notevolmente variato le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche, per cui il suolo è di tipo antropogeno – terreni dissodati o di sottotipo antropogeno – terreni coltivati a vite. Nonostante le distanze siano minime è molto evidente l’eterogenità del clima, dei tipi di suolo e della loro composizione, per motivi geomorfologici, presenza di formazioni carsiche, corsi d’acqua incavati nella roccia, inclinazioni e differenze di posizione rispetto al livello di mare (i vigneti si trovano in posizioni tra 1 e 470 m s.l.m.). Da tutto ciò deriva la differenza qualitativa dei vini istriani.
La varietà maggiormente diffusa è la malvasia istriana, ed ultimamente anche il chardonnay. Gli altri vitigni a bacca bianca, raccomandati per la coltivazione sono: pinot bianco, pinot grigio, moscato giallo, moscato bianco, moscato di Momjan, moscato ottonel, žlahtina, sauvignon bianco e trebbiano toscano, e quelli a bacca nera, gli autoctoni teran e hrvatica, e borgogna, moscato rosa di Poreč, merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, pinot nero, syrah e barbera. Certo che il numero dei vitigni coltivati è molto più grande. Il viticoltore istriano Viktor Vitolović, mezzo secolo fa, ne ha registrato addirittura 198, di cui 91 riteneva fossero autoctone. I nuovissimi studi svolti da M. Staver su una parte dei vitigni autoctoni istriani (garganja, brajdenica, trebjan istarski e plavina), hanno stabilito che, ad eccezione della malvasia, teran e hrvatica, le cultivar autoctone sono presenti solamente nei vecchi vigneti e quindi dovrebbero essere conservate per le future selezioni.
Quando nel 1990 si è passati ad un’economia di mercato, l’iniziativa imprenditoriale e le misure economiche che stimolavano i nuovi impianti viticoli e l’introduzione di moderne tecnologie di vinificazione hanno modificato significativamente lo stato della vitivinicoltura istriana ed in particolare quello dell’Istria occidentale, che offre sul mercato i suoi ottimi vini con denominazione protetta, vini da tavola, vini di qualità e vini superiori. La zona vitivinicola dell’Istria centrale ha un minor numero di produttori presenti sul mercato con i loro vini. La maggiore azienda vinicola della macroregione di Rijeka– Istravino, effettua le primissime fasi della vinificazione a Pazin, nell’Istria centrale, mentre il resto del processo di vinificazione viene effettuato nella moderna cantina di Rijeka.
Nella zona vitivinicola dell’Istria orientale non è stato ancora registrato nessun produttore, per cui si evince che la produzione è limitata al consumo domestico.
Considerando il particolare interesse della Contea istriana per lo sviluppo del turismo, portante fattore economico, il vino avrà una posizione di rilievo nell’intera offerta turistica, pertanto siamo certi che davanti alla vitivinicoltura istriana si prospetta un brillante futuro.
Vedi: strade del vino in Istria, Legge sul vino nella Repubblica di Croazia , Regolamento sulla produzione di vino in Croazia

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