Slavonia

Da Vinopedia.

attualmente è il nome del territorio pianeggiante della Croazia continentale tra i fiumi Sava e Drava. E’ delimitato dal monte Moslavačka gora ad occidente e dallo Srijem ad oriente; nel centro si trova la valle di Požega. Nell’antichità, con il nome di Slavonia era denominata un area molto più ampia; dai monti Velika Kapela e Gvozd fino ai confini orientali della regione romana Pannonia. Secondo la suddivisione in regioni vitivinicole della Croazia, la Slavonia è una subregione vitivinicola che comprende dieci zone vitivinicole: Đakovo, Slavonski Brod, Nova Gradiška, Požega-Pleternica, Kutjevo, Daruvar, Pakrac, Feričanci, Orahovica-Slatina e Virovitica.
Le aree collinari a dolce declivio orientate verso sudovest del Dilj, Požeška gora, Krndija e Papuk (953 m) e Psunj (984 m) sono ideali per la coltivazione della vite. Infatti, si suppone che la vite si coltivasse già nel periodo preromano da parte dei Celti e Illiri, perché i primi documenti scritti sono datati nell’epoca dell’imperatore Marco Aurelio Probo (232-282), e riportano che le legioni erano costrette a piantare vigneti sul Mons Alma, l’attuale Fruška gora (539 m/s.l.m.). Nell’epoca delle grandi migrazioni (dal VI al XII secolo), qui hanno transitato i Longobardi, Ostrogoti ed Avari, per cui anche la viticoltura ne ha subito le conseguenze; come altresì nell’epoca della conquista da parte dei Turchi, quando subisce un netto declino. Il merito per la continuazione della produzione di uva e vino in questo periodo, ma anche successivamente, va dato alla popolazione slava che si stabilì in questo territorio già nel VI secolo d.C. Nell’epoca successiva all’occupazione ottomana, hanno avuto un importante ruolo nel rinnovamento della viticoltura le grandi casate, come gli Odescalchi a Ilok e gli Eltz a Vukovar, ed i grandi possedimenti, come quelli appartenenti alla famiglia Turković a Kutjevo e al vescovato a Đakovo. In Slavonia, a Podravska Slatina è stata costruita la nostra prima prima così detta “fabbrica dello spumante” di proprietà dei duchi Schaumburg-Lippe, in attività dal 1885 al 1912. Alla fiera del vino di Zagabria, nel 1891, il loro spumante ha vinto la medaglia d’oro. Il clima dell’area è continentale. La temperatura media annua oscilla tra i 10,5 e 12°C, la media temperatura minima mensile si avverte in gennaio (circa 0,3-0,5°C), è la più alta in luglio (circa 20,5°C), mentre durante la vegetazione che dura all’incirca 193 giorni, è pari a circa 17°C. Durante l’anno cadono da circa 790 fino a 800 mm d’acqua (metà in epoca della vegetazione), e quindi considerando la quantità di precipitazioni annue e la media delle temperature possiamo affermare che il clima è umido, con la conseguenza che durante l’epoca della maturazione l’umidità è troppo accentuata. Secondo lo schema di A. J. Winkler sulla suddivisione in zone di determinate aree, la somma delle temperature effettive sulla maggior parte del territorio è nell’intervallo tra 1372 e 1648°C, da cui la Slavonia si colloca nella II zona. Secondo il nostro Regolamento, la sub regione Slavonia e tutte le sue zone vitivinicole sono collocate nella zona C1.
La maggioranza dei suoli del vigneto slavone è elluvionale (creatosi con la sedimentazione di argilla e sabbia, originata dall’erosione del monte Dilj gora ed altri dove si praticava il disboscamento). Il substrato è composto da argilla e calcare, dove con i flussi discendenti di compressione nel corso del tempo si è formato un suolo podzolico poco fertile, acido (pH 3,5 -5,3), di regola povero di humus (2-4%) e sostanze fisiologicamente attive. Molti di questi suoli sono stati lavorati e fertilizzati nei secoli, pertanto sono di tipo antropogeno – piantati a vite ossia vitisol.
Dopo la comparsa delle malattie fungine e la fillossera che hanno portato la vite quasi all’estinzione, la scienza ha cercato di dare una risposta efficace per contrastarle. Sono state scoperte sostanze chimiche adatte contro l’oidio e la peronospora, mentre contro la fillossera bisognava combattere innestando la vite europea su portainnesto americano. L’attacco più intenso della fillossera si è registrato nell’area di Daruvar nel periodo 1895-1905. Il primo rinnovamento del vigneto su portainnesti americani è iniziato nel 1896, nei possedimenti della famiglia Turković, di loro proprietà a partire dal 1882 e già in precedenza impiantati a vite su una superficie pari a 25 jutri catastali (N.d.T. misura d’unità per la superficie pari a 5754,64 m²), e successivamente nel 1897 nei possedimenti del vescovato a Đakovo grazie al vescovo J. J. Strossmayer. Occorreva rinnovare anche i vigneti dei piccoli proprietari, per cui si fondavano associazioni di viticoltori come ad esempio a Slavonski Brod nel 1880, cooperative viticole come a Daruvar nel 1932 e comunità terriere, ma si organizzavano anche le scuole serali e corsi per insegnare gli innesti. L’azione del rinnovamento è stata abbastanza lunga, così che anche dopo la I guerra mondiale si istituivano le casse di risparmio popolari, cooperative di produttori e consumatori e le scuole di agricoltura private (1928 a Veliki Zdenci) e statali (1930 a Daruvar sull’esperienza delle private). Per sopperire alla grande necessità di portainnesti americani si formarono vigneti di viti madri e vivai, e nella stessa ottica di rinnovamento si introdussero nuove varietà, più resistenti e di migliore qualità. I nuovi metodi d’allevamento (con pali e fili), i portainnesti adatti alla composizione del terreno (attualmente il più diffuso è Berlandieri x Riparia Kober 5BB e SO4), la maggiore distanza tra le file e le cantine sociali moderne hanno contribuito al miglioramento sia della quantità che della qualità dei vini prodotti, collocati con successo sui mercati nazionali e esteri. Testimoniano di ciò i premi che questi vini hanno vinto in tutti i concorsi nazionali e internazionali.
La Prima e la Seconda guerra mondiale hanno provocato uno stallo nello sviluppo della viticoltura e vinificazione. Solamente nel dopoguerra, il settore pubblico e le sue grandi aziende (IPK Osijek unità di Podravska Slatina-Feričanci, PK Orahovica, PIK Đakovo, PPK Kutjevo, PIK Jasinje-Slavonski Brod e “Podravka” unità di Daruvar) con un importante intervento economico nel mettere a dimora i grandi vigneti conferiscono un nuovo impulso alla vitivinicoltura. In questo periodo si modernizzano le cantine e i metodi di vinificazione. Si ingrandiscono le cantine già esistenti come a Kutjevo oppure si costruiscono le nuove come a Mandićevac, prendendo come esempio le industrie nel mondo all’avanguardia.
La prima varietà per diffusione nel vigneto della Slavonia (a partire dal periodo di rinnovamento dopo la fillossera fino ad oggi) è diventata la graševinariesling italico che attualmente si estende su una superficie pari al 40% del vigneto totale. Altre varietà a bacca bianca raccomandate sono (come da Regolamento GU 159/04): pinot bianco, pinot grigio, chardonnay, sauvignon, traminer rosso, traminer aromatico, sylvaner verde, riesling renano, rizvanac o müller thurgau, manzoni bianco, moscato ottonel, kerner, moslavac, ranfol (štajerska belina), zelenac dolce, mentre quelle a bacca nera: franconia, pinot nero, zweigelt, merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, portugieser e syrah.
Dai dati forniti da un’analisi del vigneto di proprietà privata si evince che sono ancora significativamente coltivate le varietà a bacca bianca: slankamenka rossa e bianca, mirkovača bianca, smederevka bianca, zelenika bianca, dinka rossa, e le varietà a bacca nera: kadarka, sišanka nera, prokupac e kavčina nera. I vitigni da tavola a bacca bianca (chasselas dorè, chasselas rossa, chasseles croccante, chasseles reale, chasseles a foglie laciniate, regina dei vigneti e afus ali) sono il doppio rispetto a quelli a bacca nera, tra i quali il più diffuso è il moscato d’Amburgo. Nei vigneti più bassi si coltivano gli ibridi, maggiormente il rosso isabella e il bianco noah.
In questa sub regione, il maggior numero di produttori di vini a denominazione d’origine registrati ha sede nella zona vitivinicola di Kutjevo, mentre sono meno presenti nelle altre zone di Požega-Pleternica, Đakovo, Orahovica-Slatina, Slavonski Brod, Nova Gradiška, Pakrac, Feričanci, Daruvar e Virovitica . Due produttori hanno la loro sede a Zagabria.
Vedi: LSV in Croazia, Regolamento sulla produzione di vino in Croazia, Croazia

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